La democrazia fortissima, ovvero: A noi italiani il re ci piace assai

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A noi italiani il re ci piace assai assai.

Cosa?… No, no aspettate! Non ve ne andate! Giuro che non state per leggere un pistolotto che vi dirà che in questo Paese manca la democrazia, che il populismo impera, che i politici sono ladri, che i magistrati sono di sinistra, che con la lira era tutt’altra cosa, che Craxi in fondo era un ottimo statista, che Andreotti sarebbe stato un ottimo nonno a cui tutto sommato avreste affidato i vostri nipotini, che si stava meglio quando si stava peggio, che non ci sono più le mezze stagioni e che  comunque tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.

No, giuro, niente di tutto questo.

Io sono un uomo italiano di 36 anni che vive questo primo ventennio degli anni 2000, e sono felice assai assai di essere italiano. E sono felice assai assai, perché dove vivo la democrazia è fortissima!

Come? Mi sto contraddicendo?… No, no, no, non sono in contraddizione con quello che ho scritto all’inizio. Non ho le idee confuse, cioè, si, avrò anche idee un po’ confuse, ma dire che agli italiani ci piace il re assai assai ed essere felice perché ci sta una democrazia fortissima non è un controsenso.

 Adesso cerco di spiegarvi il perché.

Dunque: nel secolo scorso gli italiani avevano un solo re (con un solo dittatore che governava). Che Italia triste era quella fascista! Non avere ogni tanto, la possibilità di scegliersi il capo preferito non era bello! O ti piaceva quello che si affacciava a Piazza Venezia con le mani nel fianco, oppure te ne andavi affan… Questa roba qui la chiamavano “dittatura” e l’omino alla finestra di Piazza Venezia era appellato “duce”.

 Adesso è tutto diverso!

Con quella cosa che in televisione chiamano “globalizzazione”, il mondo si è ravvicinato, i confini sono diventati più labili, le donne e gli uomini del mondo con le loro idee e i loro belli ideali, sono costantemente in contatto. Tutto questo è una pacchia per noi italiani che finalmente con tanta facilità possiamo sceglierci il re e il dittatore che fa per noi! E possiamo scegliercelo anche straniero! Ma si, pensateci bene. Non siamo più costretti a farci piacere l’unico uomo forte che la Repubblica partorisce. Adesso possiamo avere il mito politico che preferiamo, senza dover sopportare a tutti i costi altri re che ci fanno schifo.  E se possiamo scegliere vuol dire che la nostra democrazia va a gonfie vele!

Preferisci un ex militare di un importantissimo servizio segreto, che governa ininterrottamente una grande nazione dal 1999, che ha festeggiato un suo recente compleanno in tv annunciando bombardamenti, che viola costantemente i diritti umani limitando fortemente la libertà di espressione? Allora sei un suddito italiano che oggi si definisce putinista. Per gli amanti del genere, il vostro beniamino ha di recente rimosso dal codice penale del suo Paese il reato di “percosse in famiglia”, cosicché picchiare moglie e figli adesso non sarà più reato nella nazione in cui governa.

Ma se dentro il putinismo non ti trovi bene, ci sta adesso un novello presidente, fresco fresco di elezione, brutto come la morte, ma ricco sfondato, che sta cominciando ad alzare sia muri ideali che muri fisici, che dice di volersi occupare di quello che avviene solo dentro le sue mura, anzi lui dice che quello che ci sta dentro le  sue mura viene prima (vi ricordate le città del medioevo? Più o meno quella cosa li), che ha appena varato un decreto che congela per tre mesi gli arrivi di immigrati da sette paesi a maggioranza islamica e per quattro mesi il programma dei rifugiati, che dice cose del tipo “concedere a vostra moglie beni materiali e eccessiva sicurezza economica è un terribile errore”, oppure “le molestie e le violenze sessuali sono la logica conseguenza della vicinanza di uomini e donne”. E se già un po’ vi piaceva il Cavaliere di Arcore, con questo nuovo mito troverete molte più soddisfazioni. Ancora sta al potere da pochi giorni, ma promette un sacco di cosette che cari sudditi italiani che amavate l’uomo delle tv e delle feste private italiane, fareste bene a non farvi scappare! Se vi piace tutto ciò potete definirvi tranquillamente trumpisti.

Se poi siete un po’ razzisti e incazzatelli, non ne potete più di vo’ cumprà e lavavetri, di banche e soldi europei, allora appartenete alla categoria sempreverde dei  lepeniani. I lepeniani in Italia si sono già organizzati dentro un vecchio partito nordista, hanno già un loro “capetto” che va in giro con delle belle felpe e ogni tanto mette degli scarponi da neve niente male. Né lui né la vostra dux straniera ancora governano alcunché, ma se le cose vanno per il verso giusto, entro quest’anno potreste trovare ampio soddisfacimento per le vostre inclinazioni.

Mi si obietterà che i fondatori del putinismo, del trumpismo e del lepenianismo non hanno nessun potere in Italia. Che noi abbiamo istituzioni repubblicane e libere elezioni con cui poterci scegliere capi tutti nostri. Ma signori miei, ci abbiamo provato negli ultimi 25 anni, e più di una volta. Anzi eravamo così contenti di provarci che ci siamo inventati un titolo per chiamare la “nuova” era tutta “nuova”: “siamo entrati nella Seconda Repubblica”, ripetevamo in continuazione. Quanta fiducia riposta prima nel Cavaliere di Arcore, e poi trasferita nel Sindaco fiorentino… ma entrambi non sono stati all’altezza delle aspettative. Erano, come dire… troppo italiani, e noi, si sa, siamo esterofili assai assai. Gli stranieri hanno un non so ché di esotico che ci attizza proprio. Sarà la pelle di una variante rosa diversa, sarà che parlano incantevoli e sconosciute lingue, e quindi non capiamo un emerito cippo di quello che dicono… non so, ma poter scegliere nel mondo un seducente re straniero con una bella concezione di vita comprensibile, chiara, semplice, elementare, e perché no, un po’ pericolosetta, ci fa stare tanto bene, è tanto gratificante, è bellissimo assai assai.

Quanto all’impossibilità di questi re stranieri di poter governare nel nostro Paese, vi chiedo: ma quando mai noi italiani abbiamo avuto voglia di essere governati!? A noi ci piace stare così.  Un governicchio debole debole che fa finta e dura poco poco, una legge elettorale che non si capisce,  libere elezioni in cui tutti vincono, tanta bella televisione in cui ogni tanto sfogare le frustrazioni della nostra esistenza.

E dire che l’uomo che si affacciava a Piazza Venezia con le mani sul fianco l’aveva detto: “governare gli italiani non è difficile, è inutile”.

Nicola Alberto Orofino @nicalbe

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