Lalla Romano e Marco Porta

270PX-fonte-wwwmarcovaldoit-Lalla-romano-e-la-montagnaLalla Romano nacque a Demonte (CN).
L’11 novembre del 1906.
90 anni dopo, compì 90 anni.
Visse ancora a lungo.
Praticamente fino ad oggi e chissà ancora quanto.
Quel che conta per noialtri però…
Fu l’anno dei 90.

L’11 novembre si organizzò una grande festa a cui parteciparono cani e porci
(per dire che ci andò il mondo intero, tranne me e pochi altri).
Tutti i giornali ne scrissero!

Quel giorno Marco Porta comprò il Corriere.

Ora, a dirla tutta, l’11 novembre del 1996, fu un lunedì.
La giornata tendenzialmente più odiata dall’italiano medio.
Presumibilmente Marco Porta, si svegliò di primo mattino, inforcò la bicicletta da uomo, e pedalò attraverso nebbie e fantasmi del Monferrato.
Km e Km… fino ad arrivare nel centro di Casale.

Secondo me prese un caffè prima di entrare a scuola

Ad insegnare

Fisica

La più bella di tutte le materie

Prese un caffè leggendo il giornale, e scoprì anche lui come me e te in questo momento, che Lalla Romano stava festeggiando.

Ora, Marco Porta, di libri ne ha letti più di Gesù Cristo, questo te lo posso assicurare.
E’ uno da Mario Rigoni Stern, da Lombardi Vallauri, un pò da Tanizaki, tantissimo da Szymborska.
E’ uno che parla di letteratura matematica, e di altre cose aritmetico-geometrico-artistiche, come fossero compenetranti noi stessi.
Eppure mi credi se ti dico che prima di quel giorno, mai, e ripeto MAI, e riconfermo ancora MAI MAI MAI aveva letto Lalla Romano?

Accadde questo:
DECISE DI LEGGERLA.
Punto.

[(La storia potrebbe finire qui.
Sarebbe sufficientemente matematica.
A te spetterebbe di calcolare il finale, di trovare soluzione a un problema inesistente, di ragionar su questo logaritmo scritto a parole.

Ma sarebbe un fatto di letteratura, e la letteratura, tu lo sai, sta altrove, non certo qui su web, dove siamo tutti cheap & tweet & tantissimo face.

Tocca continuare!)]

Dicevamo, Marco Porta lesse Lalla Romano.
Non so cosa.
Forse le 180.000 poesie, forse Le parole tra noi leggere, forse Lo stregone, Una giovinezza inventata, Inseparabile, Maria L’Ospite Un sogno del Nord eccetera eccetera…

Lesse e scoprì, tra un foglio e l’altro, le montagne di Demonte.

Quella luce bianca al tramonto, che crea quinte teatrali tra un cocuzzolo e l’altro.
Quei giganteschi cosi di pietra e prati, che sembrano dire in coro – Siamo qui, a guardare te che guardi noi.
Quei luoghi fisici e mentali in cui Lalla Romano e Marco Porta s’ incontrarono per la prima volta, senza dirsi granché, contemplando e basta.

Fu quello.
Fu così.

A Marco Porta venne subito in cuore, la necessità di scrivere, scrivere, scrivere una lettera a Lalla Romano, per dirle: Grazie!
E’ una cosa molto comune.
Il lettore scrive allo scrittore.
Capita dalla notte dei tempi.
Lo fanno tutti.
Solo che scrivendo: Grazie!
Marco Porta scrisse anche, cosa la descrizione di quelle montagne aveva fatto risuonare in lui, ed era qualcosa di molto affine, veramente di molto affine, a lei.
Era uno sguardo che avevano insieme.

Marco Porta spedì.
Senza avere indirizzi.
Spedì ad Einaudi.
Erano altri tempi.

Circa un anno dopo squillò il telefono.

– Pronto?
– Sono Lalla Romano.

Era una tipa dai toni duri.

– Marco, ti chiamo perché ho male ai reni, ci vedo poco niente e non ho voglia di dettar lettere!

Testuali parole.

Tutto il resto che si dissero, ovviamente è mistero.

Una volta riattaccato, Marco Porta si ricordò che lui nella sua lettera, mica l’aveva scritto l’indirizzo col numero di telefono. Perché non intendeva allacciar discorso, non aspettava risposta, era un: Grazie! E basta.
E allora capì, che quella donna di 90 anni, che aveva vissuto il ‘900 italiano scrivendo perfino all’indietro, era andata a cercare il suo numero perché le montagne di Demonte, loro 2, le vedevano nello stesso modo. Perché quando stavano su quelle montagne loro 2, anche se ci andavano in tempi diversi, anche se ci andavano una scrivendo e l’altro leggendo, si capivano fino in fondo. Quella donna lì, a 90 anni suonati, quella vecchia carampana che chissà quanti refusi avrà scritto nella vita, era andata a cercarsi il numero di telefono di Marco Porta per quel senso di appartenenza, quel senso di vita e di morte…di fronte alle montagne di Demonte.

Per questo fatto, semplice e banale.
Punto.

Compass_Bussola- 1993. stone. Valcavera Pass, Cozie Alps, ItalyStai pensando sia una favola da 4 soldi?
Invece è tutto vero, pure le virgole mal poste!
E c’è qualcosa in questa storia da romanzo, che mi fa sentire…
come si dice quando vince la Nazionale?
Orgogliosa di essere italiana!

Lalla Romano può aver scritto pure il Vangelo.
Ma quel che conta è che ha trovato il tempo, e la voglia, e la curiosità di parlare al telefono con Marco Porta, e che lui leggendo i libri di lei, aveva capito di appartenere a un luogo.

TO BE CONTINUED…

 

Irene Serini @Caleidoscopic1

Per saperne di più su Lalla Romano clikka su Wikipedia (!!!;))
Per saperne di più su Marco Porta questo è il sito: www.marcoporta.it 

*Nella foto in testa all’articolo Lalla Romano giovanissima

*Nella foto qui sopra Compass – Bussola 1993 di Marco Porta

*Guarda il video dell’incontro con Marco Porta http://www.youtube.com/watch?v=5aJqmKZRUCE

 

 

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