L’antagonista – ovvero spogliarsi e innamorarsi in Italia

La scena si svolge nel salotto di casa di Gabriella e Sergio, a Casale Monferrato. È un lunedì qualunque alle ore 13. Irene fa domande vestita in pigiama. Gabriella risponde energica, indossa una T-Shirt di Frida Kalo. Valicka, l’ assistente albanese di Irene, è in dormiveglia rannicchiata sul divano. Inoltre, c’è un gatto.

Irene: Campeggio?

Gabriella: Si! Sergio è uno che fa dei sogni impossibili, e li realizza tutti.

Irene: Campeggio? Sogno impossibile?

Gabriella: Pizzogreco! Così si chiama. Campeggio naturista in Calabria. Sergio ha fatto le valigie, è partito da Casale, ha lasciato il lavoro, è arrivato a Capo Rizzuto, s’è messo lì a lavorare come un matto, una fatica che non ti dico.

Irene: Pizzogreco, campeggio naturista, in Calabria…da Casale…è vero!

Gabriella: Cosa?

Irene: Sembra un atto eroico!

Gabriella: Lo è stato.
(Irene clicca sul Link: www.pizzogreco.com )

Gabriella: Spesso mi chiedono perché fai naturismo? Perché stai nuda?

Irene: Perché fai naturismo? Perché stai nuda?

Gabriella: Esci dallo sguardo che dai alle persone quotidianamente capito? Il naturismo avvicina l’operaio all’ingegnere olandese, oppure all’intellettuale! E’ un sistema di vita che accomuna delle persone che altrimenti non si troverebbero mai.

Irene: Beh!

Gabriella: Beh che?

Irene: Beh..Bello.

(Pausa)

Gabriella: Abbiamo organizzato delle cose impensabili! Quella volta, com’era? Avevamo un professore di Salerno che c’ aveva la passione del teatro, abbiamo organizzato il teatro in campeggio!

Irene: Bravi!

Gabriella: Abbiamo messo su: Natale in casa Cupiello di Eduardo.

Irene: A ferragosto?

Gabriella: Ferragosto napoletano con Natale in casa Cupiello! Ricordo che Sergio girava col megafono, e ogni tanto, che ridere(!), lanciava l’annuncio in grammelot tedesco: Gotte Morgen! Heinz wir gotten Yaah Eine tzwei drei Natalen en Cupiellen hausen! Tutti venivano a chiedere informazioni, perché avevano sentito l’annuncio ma non ci avevano capito un granché. Così restavano fregati, partecipavano al gioco. Quell’anno lì, nessuno ha preso il sole, erano tutti chiusi nei cessi a studiar la parte!

Irene: Ma recitavate nudi?

Gabriella: No, in scena eravamo vestiti, in via del tutto eccezionale ovviamente.
Ma sai, naturismo è anche questo. Non soltanto stare nudi.

(Sipario)

Gabriella Bionda, l’abbiamo incontrata a Casale Monferrato, anzi, per meglio dire, ci ha ospitati a casa sua. Perché a lei fa piacere avere gente in casa, così dice.
In questa casa gigantesca, tutta colorata, piena di foto, quadri alle pareti, soprammobili, piante esotiche e pianoforti scordati, ci ha trattato come fossimo di famiglia.
Si è presa cura di noi.
Ci ha dato importanza.
Ci è stata complice.

Tutte cose, importantissime.

Io non so cosa sia Stato, forse la città di provincia ricca di storia, forse il vino buono bevuto a fiumi, oppure rendersi nuovamente conto che ci sono donne, in Italia, per cui cucinare un pranzo con: antipasto, primo, secondo, contorno-plurimo, dolce e sorbetto è una specie di automatismo.
Non so cosa sia Stato.
Forse Gabriella conosce un botto di persone, ha fondato e fa parte di 1000 associazioni, è immersa nel sociale, è disposta ad aiutare…
Allora mi chiedo cosa sia Stato, ma… non so cosa sia, Stato.
Forse ha a che fare con molto meno?
Forse è una questione, di antagonismi che s’incontrano?
Me lo chiedo, non lo so.
E’ che mi ha fatto specie quando Gabriella ci ha raccontato dell’incontro tra lei e Sergio, la prima volta che l’ha visto:

– Era insopportabile, un maschilista terribile!

Lei che usciva dai collettivi femministi, avrebbe dato fuoco a quello scimmione.
Solo che poi s’è innamorata, che doveva fare?
Ancora non se lo spiega, ma l’amore perdura.

– Si cerca sempre il contrario da sé, l’antagonista.

Così dice Gabriella.
Che sia Stato questo?
Che Gabriella abbia trovato il suo opposto.
E che gli opposti si attraggano alla maniera del proverbio.
L’antagonista ti costringe al confronto, a lottare contro un punto di vista differente, per poi accoglierlo, riconoscerne l’esistenza, amarlo nonostante tutto.
Forse è Stato questo.
L’antagonista.

Non so cosa sia Stato ma per la prima volta durante questo viaggio in Italia, trovandomi di fronte Gabriella mi sono detta che c’è qualcosa che abbiamo in comune tutti noi, da Casale a Calascibetta, e non è la pizza.

Non so ancora cosa sia…so che ha a che fare con un senso d’accoglienza, con la voglia di farti stare bene nella mia casa, con la condivisione eno-gastronomica e caciaresca, con l’accettare che anche se sei uno che viene da un altrove ti rispetto, e ti racconto con orgoglio le mie abitudini, la mia natura.

Non so cosa sia né cosa sarà, ma forse per dar nuova linfa a questo nostro piccolo Paese, sarebbe utile giocare d’antagonismo, per superare il campanilismo, che il campanilismo e sterile, l’antagonismo invece…fa innamorare le persone.

Non so cosa sia né perché…ma so che seduti attorno a certe tavolate, i vestiti spariscono. Si è quel che si è. Mettendo sul piatto, la propria intimità.

Non so cosa sia, e so di non sapere… Però mi sono detta che Gabriella, nuda, a Capo Rizzuto era assolutamente plausibile come italiana, pur avendo lo sguardo finnico e la chioma rosso fuoco. E sono convinta che come ha recitato Natale in casa Cupiello lei…come l’ha recitato lei, nemmeno Eduardo se lo poteva immaginare.
Perché non si tratta di parlar napoletano.
Si tratta che tutti conosciamo il presepio!
Ma questo, se non hai visto Natale in casa Cupiello ti sfugge di sicuro.

Basta così!
Me ne vado.
Torno presto.
Dimmi che ne pensi di tutto quel che hai letto.
Guarda il video qui sotto.
Ciao.

gabryIrene Serini @Caleidoscopic1

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