Famiglie di tutto il mondo, disgregatevi!

Si lo so, il titolo fa schifo.

Non si riesce a digerire facilmente…la Famiglia è sacra.
Specie in Italia…ahi!
Che pazienza.

Dovendo scrivere questo nuovo articolo per ItaliaSelfie mi son detta che volevo cercare sul dizionario la definizione esatta di questa complicata parola:
Famiglia.
Poi però mi son detta… #chissenefrega!
Sono una che odia le definizioni per partito preso, non avrebbe avuto senso dal mio punto di vista.
E poi oggi i dizionari sono roba vetusta.
Chi mai li utilizza?
Ci siamo abiruati a qualunQue torma dù refuso…a noi, ci piace l’ emotìcon ;-))).

La Famiglia è quella roba, che tutti conosciamo.
Sicché mi son detta che era più interessante andare su google e digitare:
Famiglia Aforismi.

Si insomma, che pensano in merito…i grandi.

*L’angelo della famiglia è la donna
Giuseppe Mazzini
(un pò come “la pietra fondante” del buon Mario Adinolfi, #nocommet)

*Una famiglia è un’accolita di persone di età e di sesso diversi tese ad occultare rigorosamente imbarazzanti segreti comuni
Christa Wolf
(attenti al lupo! Cantava Lucio Dalla)

*Quando si trova un coniuge ammazzato, la prima persona inquisita è l’altro coniuge: questo la dice lunga su quel che la gente pensa della famiglia
George Orwell
(un grandissimo)

*Oggi ho lasciato la mia famiglia, perché ero stanco di sentirmi solo
Ennio Flaiano
(ti amo)

*Darò la possibilità a tutte le donne di farsi una famiglia
Mara Carfagna
(…che centra?)

Citazioni diverse fra loro, su cui stendere il classico pietoso velo.

Eppure ci sono persone che ancora ci credono, alla Famiglia.
No?
Persone che pensano che questa roba, la Famiglia, abbia senso e ragione di esistere.
Io pure da lì vengo, io pure ho una Famiglia.
Mio padre, mia madre, ed io.
Tre singoli individui più che altro.
Disadatti alla relazione.
Di qualsiasi tipo.
Eppure anche noi, nel nostro piccolo, ci abbiamo provato.
E c’è stato qualche Natale in cui ci siamo detti, al di là di divorzi, e migrazioni (io vivo a Milano, loro a Trieste)…pranziamo insieme!?
Natale con i tuoi e Pasqua con chi…
Eravamo buffi.
Come tre amici al bancone del bar.
L’ Anticristo di ogni ruolo famigliare.
Mio padre sembrava uno zio d’America, mia madre sembrava la sorella giovane, io sembravo la nipote della nonna morta.
Più che sembrare lo sono, in realtà.
…La nipote della nonna morta.

Ci avete mai fatto caso che tra padre e madre l’unica differenza sarebbe la lettera iniziale?

Fa ridere.

È naif questo accento che pongo sulle lettere, sulle parole?

Contemporaneamente, mi fa specie che il 21 febbraio a Catania, debutterà FAMILY DAY, il nuovo spettacolo di XXI in Scena, con la regia del nostro ItalianSelfie(ner) fondatore, Nicola Alberto Orofino.
Uno spettacolo, (quasi) muto.
Si.
Perché nella Famiglia portata in scena dei bravissimi attori:
Alessandra Barbagallo, Francesco Bernava, Egle Doria, Alice Ferlito e Rita Salonia…
Non si parla.
(Vedi Video Intervista ItalianSelfie: FAMILY DAY | che dice il cane? 12/2/2015)
Si compie dei gesti, dei riti, si esibiscono abitudini famigliari che si ripetono sempre uguali, sempre uguali, sempre uguali, sempre ugual….eccetera eccetera all’infinito.
Ma non si parla.
Non si usano le parole.
Soprattutto non si usano per svelare quel che si ha dentro.
Che le parole, credo, forse, in teoria, potrebbero, magari, anche, servire a…tirare fuori quel che si ha dentro. Renderlo condivisibile, renderlo comunicabile, comprensibile, c…c…c-qualsiasi cosa insomma.
Chissà perché in Famiglia si parla poco, tendenzialmente.
Certo certo certo che ci sono famiglie dove non si fa altro che parlare, dove tutti si raccontano con gioia, dove la lingua batte su tutti i denti non solo su quel che duole, dove si dice – Papà, sono gay! – e il padre risponde – Che bello figlio mio! – piuttosto che altre dove si dice – Moglie, pietra fondante, ti ho tradito con la barista sottocasa – e la moglie risponde – Ti capisco. E’ giusto, mi sottometto, W Cristo! – e poi ci sono le famiglie dove i figli devono tenere alto il cognome e quindi chessò…non è concesso fare il panettiere, per dire, e devo iscrivermi a Cambridge diventando per forza direttore generale, ok ok ok lo so anche io che non è poi così male ma come cavolo ve lo devo dire che voglio fare il panettiere!!!
Eccetera eccetera all’infinito.

…Li mangio anche io i biscotti del Mulino Bianco, non è questo.

Da dove viene tutto ‘sto silenzio famigliare?
Il mancato coraggio di un figlio di raccontare al padre come stanno veramente le cose, chi è veramente, lui o lei, a prescindere dal modello di figlio perfetto?
Il mancato coraggio di un padre, di fare altrettanto?

La mamma che vuole essere figlia, deve per forza…sentirsi in colpa?
Il figlio che non studia e non risponde alle aspettative di Famiglia, deve per forza…sentirsi in colpa?
La sorella minore che non accetta di essere considerata minore, deve per forza…sentirs…ahi!
I sensi di colpa, #mannaggia.
E i loro silenzi, le loro parole mancanti.

Il punto è che la Famiglia, ci educa.
Ma ci educa a diventare cosa?
E i nostri genitori, poveretti, chi li ha educati a loro volta, e ad essere cosa?
E i nostri figli, disgraziati, che ne verrà fuori se saremo noi a doverli educare a diventare chissà che?
Ogni volta che sento dire frasi del tipo – io sono io, a prescindere dalla mia famiglia – penso di trovarmi di fronte ad una persona bugiarda.
E bugiardi, ben inteso, siamo tutti.
Ci sono cose da cui non si sfugge.
La famiglia…il linguaggio.
Danno una forma alla nostra identità, più di quanto siamo disposti ad ammettere.
Danno una forma, lo si voglia o no.

DSCF0589

foto di Carlotta Panzeri

Eppure c’è un tizio famoso, convinto del fatto che tutto sia liquido.
Tutto scorre, diceva un altro prima di lui.
Sono un fiume in piena, dico io ogni tanto.
Difficile dare forma all’acqua, difficile dare forma al vento, difficile dare forma al pensiero, difficile dare forma all’amore, difficile dare forma…eccetera eccetera all’ infinito.

Sotto sotto, amo gli argini.
Purché non siano in cemento armato!
Se sono un fiume, come ogni tanto dico, scorrendo scorrendo scorrendo, non solo scavo ma anche costruisco. La sponda naturale, fatta di terra, pietra e pianticelle, è data dal mio fluire, e mi permette, se necessario, di straripare.

Il cemento armato non mi permette niente, tranne spaccare tutto, tipo Vajont.

Per questo dico, FAMIGLIE DI TUTTO IL MONDO DISGREGATEVI, così come potrei dire, ITALIANI DI TUTTO IL MONDO IMPARATE A PARLARE, anzi di più…imparate a parlare e poi, inventate parole nuove, scovate nuovi significati da attribuire a quelle vecchie, divertitevi ad andare, dolcemente, fuori dagli argini, senza distruggerli.

Il fiume, non ha sensi di colpa.
Neanche quando straripa.
Lo considera un fatto naturale.

Io e gli altri due (mio padre e mia madre) ci stiamo provando a bandire ogni senso di colpa dalla tavola attorno a cui ci sediamo, tanto di rado, ma con gioia.
Forti del fatto che nessuno dei tre ha risposto alle aspettative degli altri due…e non è male.

Irene Serini  @Caleidoscopic1

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