Vive la France

(Pioggia di pensieri in forma di lettera, a seguito della video-intervista a Matthieu Pastore del 29/12/2014  https://italianselfieblog.com/2014/12/29/italiani-tres-bien-matthieu-pastore/)

Vive la France!
Libertè, Egalitè, Fraternitè…et Voilà:

les jeux sont faits.

Ah Matthieu Matthieu…che vorrà mai dire essere francesi e vivre en Italie?
Sarà poi così diverso che essere italiani e vivere in Francià?
Sai quanti poi, stanno a sventolare radici familiari anche solo vagamente italiote?
Sembra che il mondo occidentale sia sostenuto dallo spermatozoo italiano.

Perché tutto si può dire, tranne che noialtri non si sia stati migranti in passato…tanto quanto lo si è ora, a dire il vero.

Così uno dei 7 fratelli di mia nonna Mina, si ritrovò a fare il minatore in Belgio, altri stanno in Svizzera, e di Serini è pieno il mondo.
Poveracci.

Italiani Cincali…per dirla con Mario Perrotta (indimenticabile monologo).

Che vuol dire?
Eh..tante cose.

Questo andare altrove per cercare lavoro, vuole dire veramente tante cose.

italiani cincali | mario perrotta

italiani cincali | mario perrotta

Non che io sappia quali!
Non sono un santone, e qualunque cosa faccia, resto sempre analfabeta, ahimè, è la mia natura.
Sei tu quello che parla 2 lingue alla perfezione.
Sei tu quello che è nato a Lione e si è trasferito qui da noi col sorriso.
Si!
Perché a lanciarti al di là del Monte Bianco…non fu la necessità di farsi una vita in un paese pronto a riconoscere la tua esistenza (e il tuo valore, la tua competenza, il tuo amore…), ma la gioia di andare in un luogo straniero ad alimentare la tua passione teatrale.

Non lo abbiamo pubblicato in video per essere più sintetici possibile, ma ricordo bene quando durante il nostro incontro hai detto che i tuoi genitori ancora non si capacitano, e ti chiedono con insistenza perché mai tu abbia scelto di venire a vivere in Italia, quando in Francia anche solo per iscriverti all’Università, lo Stato ti sostiene con 300 euro.
Così sull’unghia.
D’ emblée.
Senza ragione apparente.
…Fa ridere.

Ricordo anche, perché mi ha fatto ridere anche questo (e pure questo nel video non s’è visto), di quando a 15/16 anni sei sceso in piazza per una settimana, assieme a tutti gli altri francesi, per protestare contro una riforma delle assunzioni e contro l’infelice dichiarazione del Primo Ministro (Jean-Pierre Raffarin): “la strada deve esprimersi ma non è la strada che governa”.
…Fa ridere.

Ma hai ragione tu Matthieu, intendiamoci!

Per te è la strada ad eleggere chi governa, e chi governa lo fa a nome della strada.
Se il popolo sovrano non viene riconosciuto, se il potere della strada viene negato, il povero Primo Ministro francese può andare a farsi benedire. Come effettivamente è stato per Jean-Pierre Raffarin tempo dopo.
…hihihhihi.

la morte di marat | j.l. david

la morte di marat | j.l. david

E’ così bello vedere un uomo di 25 anni convinto del fatto che il suo voto abbia un valore, e che sia pronto a scendere in piazza per vederselo confermare.

Più che bello: raro.
Almeno qui da noi, en Italie.
E’ raro che un italiano di 25 anni abbia la tua stessa convinzione e coscienza del potere che può esercitare, della sua reale partecipazione.
Raro, raro, rarissimo, così raro, che l’italiano tendenzialmente…va a votare sempre meno.

Però qui si mangia bene.

…E’ pur sempre una consolazione.

Anche tu sei qui a sventolare la bandiera del risotto alla milanese, della pasta alla Norma, del tortello alla bolognese.

Da 7 anni vivi en Italie, mica bruscolini!

Va bene.

Va bene per tutti Matthieu, anche per te.
Lo ammetti perfino nel video.
Questo non l’ho tagliato.
Uffh.

Cincali.
Te lo ricordi che significa?

Zingari.

Italiani Cincali.

Gli Zingari, son senza Patria.

Questo è.

Infatti un giornalista da Corriere, col cognome che si mischia al ricordo di Catullo e a quello dell’ organo genitale del potere, che sull’Italia e gli italiani scrive da sempre, pubblicando libri da più de 100.000 copie, in “Viva L’ Italia” afferma:

“Viva l’Italia!” ha un sapore scherzoso. Ci ridiamo su. I pochi che lo dicono sul serio vengono irrisi come insopportabili retorici…
Questo non vuol dire che noi italiani non amiamo il nostro paese. Anzi, nel profondo vi siamo intimamente legati. Alla nostra maniera, però. Ci piace parlarne male, ma ci indignamo quando sono gli stranieri a farlo….
L’Italia è vissuta come una mamma affettuosa; malandata e piena di acciacchi, ma pur sempre la mamma. “In fondo come si vive in Italia non si vive da nessuna parte” si sente ripetere alla fine di discorsi carichi di lamenti…
Come se fosse una consolazione anziché una responsabilità, una forma di compiacimento invece di uno sprone a meritarci il patrimonio che la natura e i nostri padri ci hanno affidato…

Io ci credo a quello che scrive Ca(t)zzullo.
Ma cavolo…la mamma!
Ora dimmi se tu hai raggiunto stati di schizzofrenia tali da pensare che la Francia potesse essere tua madre?
Dimmi in sostanza se pensare che l’Italia sia una madre…non sia in realtà una cagata pazzesca (per dirla con Fantozzi)?
Dimmi se invece di perdonare tutto ad una “madre che non c’è”, non sarebbe il tempo d’incazzarsi e scendere in piazza alzando il pugno e pure il terzo dito gridando fino a spezzarsi le corde vocali…
Vive la France!!! Vive la France!!! Vive la France!!!

Non per quel gusto esterofilo che caratterizza molti italiani.
Ma perché la France, è uno Stato, in ascolto e in dialogo con se stesso, e cioè col cittadino.
Non è madre di nessuno.
E’ fatta da francesi che pretendono a forza di essere ascoltati, di essere riconosciuti.

Perché en France un ragazzo di 15/16 anni manifesta contro la riforma delle assunzioni, sapendo che ad ogni azione del popolo sovrano, corrisponde una reazione dello Stato eletto dal popolo.
L’Italie invece è la terra di ogni azione e reazione mancata, del silenzio, dell’omissione, dello Stato madre che perdona tutto al figlio, restando sordo come un campanaccio, a tutto il resto.

Che vergogna dover andare all’estero a cercare lavoro, senza il tuo sorriso Matthieu, senza la tua curiosità, senza le spalle coperte dalla consapevolezza di essere francese piuttosto che inglese o tedesco.
Andare altrove e dire: ” Scusate il disturbo ma vengo a cercare uno Stato visto che da noi non c’è e siamo tutti zingari”.

Da noi non c’è Stato…
e siamo tutti zingari…
Ecco l’uovo e la gallina insieme.

Che dire, a parte coccodè?

Che poi anche coccodè, è stato già detto, ed è stato già scritto.
Tutto quel che concerne una critica agli italiani e alla nostra mancata presa di responsabilità, è stato detto e scritto molto meglio di quanto io non stia facendo ora, ovvio.
Come andare oltre?
Che altro dire, che altro scrivere, che altro fare per superare l’ostacolo?

Al solito, non ho risposta.
Ogni volta che rileggo quel che scrivo, mi sembra di stare su una strada a fondo cieco.
E’ colpa della mia ignoranza.
Dovrei riuscire a proporre un incrocio?
Che rogna!

Ci provo, e lo faccio aggrappandomi a te, Matthieu, all’unica cosa che degli italiani non ti piace, a quel “Va bene” detto facendo spallucce, che come dici tu: “annienta la possibilità di rivolta”.
Ben inteso, sono una pacifista.
Mi chiamo Irene mica a caso.
Però è deciso, con il nuovo anno non mi darò pace, e mai userò l’espressione del “Va bene” così…tanto per sorvolare.
Prenderò una strada diversa all’incrocio, e prendere una strada significa pur sempre cominciare a camminare.
Non dirò più “Va bene”…dirò piuttosto…
Che dirò?
Che mi conviene dire?
Non c’è una frase di Gramsci che mi possa aiutare?
Pasolini! Che direbbe Pasolini in questi casi?
Porca vacca!
Niente.
Sono morti, beati.
Riposano in pace.
Sono io che devo dire.
E allora dico..
dico..
dico e dirò…
per questo anno a venire…

Faites vos jeux 

Lo so che non c’entra un cavolo.
Eppure dirò: faites vos jeux

roulette | leroy neiman

roulette | leroy neiman

Mi aiuterà a ricordare che per quanto la France mi possa piacere, la Roulette è nata in Italia tanto quanto la Gioconda.
Qui si tratta di gioco d’azzardo!
Non nel senso di giocarsi il portafoglio, ma di essere pronti ad azzardare appunto, per guadagnare qualcosa di più che denaro.
Azzardare, per riconoscermi come italiana, ed essere riconosciuta da chi andrò a votare, altrimenti se ne torna a casa abbandonando la sua poltronissima da “super potere”. Per dare alla parola italiani un nuovo senso, positivo, che ancora non sappiamo. Faites vos jeux , senza tirarmi indietro. Azzarda, insisti, sfida la sorte, fatti valere, pur perdendo a volte, magari quasi sempre, non rinunciare a giocare, non dire più “Va bene” tanto per dire. Non dire più ” Va bene” tanto per dire. Non dire più “Va bene” tanto per dire…e capire che succede.

Non è che il primo passo.

Da qui a les jeux sont faits…ce ne vuole!

Irene Serini @Caleidoscopic1

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